Vittorio Bugli

Maggio 22
“When President Obama spoke in the State of the Union of the need to send more Americans to college, it was in the context of economic competition with China, phrased as if we ought to produce graduates like steel. As the near-ubiquitous unpaid internship for credit (in which students pay tuition in order to work for free) replaces class time, the bourgeois trade school supplants the academy. Parents understandably worried about their children make sure they never forget about the importance of an attractive résumé. It was easier for students to believe a college education was priceless when it wasn’t bought and sold from every angle.” Malcolm Harris for n+1. http://nplusonemag.com/bad-education

Maggio 9

KRUGMAN: Quei ribelli degli europei

Dopo le elezioni che si sono svolte in diversi paesi europei, i tedeschi cercheranno di resistere il più possibile con la lora linea di ultra-austerità. Ma la vittoria di Hollande in Francia segna una svolta: sia l’euro che il progetto europeo hanno maggiori probabilità di sopravvivenza rispetto a qualche anno fa.

di Paul Krugman, da Repubblica, 8 maggio 2012

I francesi si stanno ribellando. E i greci fanno altrettanto. Era ora. Domenica, sia in Francia che in Grecia si sono tenute delle elezioni che erano in realtà dei referendum sull’attuale strategia economica dell’Europa - e in entrambi i casi gli elettori hanno risposto mostrando un deciso pollice verso. Non è dato sapere quanto tempo occorrerà prima che quei voti possano tradursi di fatto in una svolta nella linea politica, di certo però la strategia improntata alla “ripresa attraverso l’austerità” è ormai agli sgoccioli - ed è un bene che sia così.

Inutile dire che questo non è ciò che i soliti sospetti andavano affermando nel periodo che ha preceduto le elezioni. È stato piuttosto divertente osservare gli apostoli dell’ortodossia che tentavano di ritrarre il cauto, garbato François Hollande come una figura minacciosa. È «alquanto pericoloso», ha affermato The Economist, aggiungendo che [Hollande] «crede davvero nell’esigenza di creare una società più equa». Quelle horreur!

Di sicuro c’è che la vittoria di Hollande segna la fine del “Merkozy”: l’asse franco-tedesco che negli ultimi due anni ha imposto il regime di austerità. Una conseguenza che si potrebbe considerare “pericolosa” se quella strategia stesse dando dei frutti, o avesse quanto meno delle ragionevoli probabilità di darne. Ma non è così. È venuto il momento di guardare altrove. A quanto pare, gli elettori europei sono più saggi della loro élite politica.

Cosa c’è di sbagliato nel curare i mali dell’Europa con una terapia a base di tagli alle spese? C’è che la “bacchetta magica della fiducia” non esiste. Ovvero: l’esperienza degli ultimi due anni ha clamorosamente smentito le affermazioni secondo cui una drastica riduzione delle spese del governo avrebbe in qualche modo incoraggiato consumatori e imprese a spendere di più. Ma, in un’economia prostrata, i tagli alle spese non sortiscono altro effetto che quello di aggravare ulteriormente la situazione.

Sembra inoltre che queste restrizioni portino pochi vantaggi, o forse nessuno. Si prenda il caso dell’Irlanda, che durante questa crisi si è comportata come un buon soldato che obbedisce alle consegne, abbracciando un regime di rigorosa austerità nel tentativo di riconquistare i favori del mercato obbligazionario. Stando ai precetti dell’ortodossia dominante, tali sforzi avrebbero dovuto funzionare. E la volontà di crederci è tale che i rappresentanti dell’élite politica europea continuano a proclamare che l’austerità irlandese ha infatti funzionato, e che l’economia di quel Paese ha iniziato a riprendersi. Ma non è così. Benché se basate le vostre opinioni su quanto affermato dai media non potreste mai rendervene conto, in Irlanda i costi dell’indebitamento continuano a essere ben più alti rispetto a quanto accade in Spagna o in Italia - per non parlare di quelli della Germania. Quali alternative esistono, dunque?

Una possibilità - più sensata di quanto molti in Europa siano disposti ad ammettere - sarebbe quella di rinunciare all’euro, la valuta comune europea. Dopotutto oggi l’Europa non si troverebbe in questo pasticcio se in Grecia circolassero ancora le dracme, in Spagna le peseta, in Irlanda il punt e così via, perché in quel caso Grecia e Spagna avrebbero potuto ricorrere a un rimedio che permettesse loro di ripristinare la competitività dei costi e rilanciare le esportazioni, ovvero la svalutazione. A fare da contraltare alla triste vicenda irlandese c’è il caso dell’Islanda, epicentro della crisi finanziaria, che è riuscita a reagire svalutando la propria valuta, la corona, e ha inoltre avuto il coraggio di lasciare che le sue banche fallissero e risultassero insolventi. L’Islanda sta vivendo la ripresa che l’Irlanda avrebbe dovuto avere, ma non ha avuto.

Oltre a rappresentare la sonora sconfitta del “progetto europeo” (il prolungato sforzo di promuovere pace e democrazia attraverso una maggiore integrazione), la rinuncia all’euro avrebbe delle conseguenze estremamente distruttive. Esiste forse una soluzione diversa? Sì - e i tedeschi hanno dimostrato che può funzionare. Anche se purtroppo non hanno compreso la lezione. Se provaste a parlare della crisi dell’euro con gli opinion leader tedeschi, probabilmente vi sentirete rispondere che anche la loro economia nei primi anni dello scorso decennio ristagnava, ma che riuscì a riprendersi. Ciò che i tedeschi non vogliono ammettere è che a fare da volano a quella ripresa fu l’enorme surplus commerciale di cui la Germania godeva rispetto ad altri Paesi europei (e in particolare rispetto a quelli che oggi sono in crisi), che vivevano una situazione di prosperità e nei quali i bassi tassi di interesse avevano causato un’inflazione superiore alla norma. I Paesi europei che oggi sono in crisi potrebbero emulare quel successo della Germania se oggi le condizioni fossero altrettanto favorevoli - ovvero, se questa volta fosse il resto dell’Europa, soprattutto la Germania, a vivere un po’ di crescita inflazionistica.

A dispetto di ciò che credono i tedeschi, dunque, l’esperienza della Germania non offre un’argomentazione a favore dell’austerità unilaterale nei Paesi dell’Europa meridionale; suggerisce semmai l’opportunità di implementare politiche molto più espansive altrove, e soprattutto l’opportunità che la Banca centrale europea la smetta di fissarsi sull’inflazione e si concentri invece sulla crescita.

È inutile dire che né i tedeschi né la leadership della Banca centrale vedono di buon occhio questa conclusione: si attaccano con le unghie e con i denti ai loro sogni di prosperità da raggiungere tramite l’austerità e insistono che l’unica condotta responsabile è quella di perseverare nella loro fallimentare strategia. Sembra però che non godranno più dell’indiscusso sostegno dell’Eliseo. E questo, che ci crediate o no, significa oggi che sia l’euro che il progetto europeo hanno maggiori probabilità di sopravvivenza rispetto a qualche anno fa.

(8 maggio 2012)


Maggio 8

Uso terapeutico dei cannabinoidi: approvata la legge del Pd

Una legge che semplifica la vita ai malati. Questo è certamente uno degli stimoli che ci ha spinto ad proporre questa pdl, insieme a Fds-Verdi e Gruppo Misto, che da un anno era in discussione in Consiglio. Ieri finalmente è stata approvata e la Toscana si conferma una Regione all’avanguardia anche in campo medico. Ci avevano provato, senza successo, già in Lazio e in Umbria. Noi ieri abbiamo dato una prova di come la politica deve essere la servizio dei cittadini, magari approvassimo a ogni seduta una legge che aiuta i malati. L’uso dei farmaci a base di Thc (il principio attivo della cannabis) è già autorizzato in Italia, la nostra norma consente alle farmacie ospedalieri acquisti preventivi, così da facilitare l’accesso a questi farmaci, che hanno un’efficacia terapeutica accertata e certificata scientificamente. L’ obiettivo della legge è consentire una procedura più regolare e più snella ma sempre sotto il controllo sanitario. Parlare di liberalizzazione delle droghe è sciocco e pretestuoso. Non ci sono motivi ideologici, si tratta di un atto di civiltà. Qui di seguito il mio intervento in aula.

BUGLI: Grazie, Presidente. Questa Pdl ha più di un anno dalla presentazione di iter quindi in Consiglio Regionale e dire che non abbiamo avuto il tempo… mi sembra che di tempo ce ne sia stato molto. Direi che oggi sia meglio approvarla, dopo un anno viene in aula per un iter istituzionale, non certamente per motivi di altra natura, né tanto meno per motivi politici. Approviamo una legge che, lo ha detto il consigliere Taradash e condivido, semplifica la vita ai malati. Mi vorrei soffermare su questo perché se tutti i Consigli che facciamo si riuscisse a trovare una legge che semplifica la vita ai malati io, che sono soddisfatto del nostro lavoro, lo sarei ancora molto di più. Si fa una legge che consente di usare prima e meglio un farmaco, prima e meglio e se la struttura sanitaria si organizza ancora prima e ancora meglio perché gli offriamo il testo per poterlo fare, certamente se stanno sull’albero a cantare è inutile avere fatto questa legge, tanto per essere chiari. Se le strutture sanitarie si muovono in modo intelligente ci sono le condizioni dopo l’approvazione di questa legge di usare prima e meglio un farmaco che è riconosciuto dalla comunità scientifica e che oggi ha un sistema ed un modo un po’ tortuoso per potere essere utilizzato. Questo si fa e a me francamente non sembra poco. Non voglio fare di questo dibattito, mi sembra anche che non lo sia stato finora, vorrei dire a livello generale, una questione ideologica su questo. Si sta parlando di un componente che è in quel farmaco, il THC, che è uno dei 60 componenti cannabinoidi che nella pianta della canapa si trovano e che possono essere utili alla nostra salute e che ancora si sia su un componente a fare queste cose, ha ragione un’altra volta il Taradash, sono passati dieci anni dal Consiglio regionale della Lombardia e in questi dieci anni non si è fatto nulla. Credo che questa sia questione ideologica. Non si è voluti andare a vedere bene come stanno le cose perché si parla della canapa e si parla dei cannabinoidi. Penso che di questo sarebbe ora di liberarcene perché se una cosa è riconosciuta è che questa pianta ha degli aspetti terapeutici fondamentali, è riconosciuto da pile di documentazioni, libri ed articoli, di antichi erbari se non ci si vuole fermare agli scienziati dei nostri giorni, di ricerche e di pubblicazioni scientifiche, di esperienze di volontari, storie di auto cura, è dall’auto cura che viene fuori questa legge e dimostrano la validità da un punto di vista terapeutico di questa pianta. Vi sono delle sperimentazioni controllate almeno, perché non lo so se li ho trovati tutti, negli Stati Uniti, nella Germania, nella Spagna, nell’Inghilterra, nel Belgio, in Israele, in Olanda, in Canada dove la sperimentazione ha portato a realizzare delle piantagioni di canapa statali per poter mettere a disposizione dei malati di quello stato. Tutto quello che è venuto di buono da questo dibattito, sono d’accordo, vediamo di metterlo a disposizione per un percorso che oggi inizia, finisce per l’approvazione della legge e si fa il servizio che ho detto all’inizio, inizia per due altre cose, direi, almeno due, una grande battaglia per rendere finalmente possibile in Italia la prescrizione di farmaci presenti in commercio composti a base di cannabinoidi perché non si capisce perché se ciò sia avvenuto per i farmaci a base di composti di morfina non possa avvenire per i composti a base di canapa. Si fa una battaglia insieme su questo? Penso che ci siano tutte le condizioni per poterla fare, esagerare nel confronto, farci dare tutti i conforti scentifici. Parrebbe una cosa che, come dire, bisognerebbe chiederci perché non si è già fatta in Toscana. Secondo: permettere anche nel nostro paese una sperimentazione sull’uso terapeutico della cannabis, anche nel nostro paese. Perché, voglio dire, a Pisa c’è un medico che ha fatto un libro bianco fatto di esperienze di vita vissuta e in quel libro bianco si vede che di sicuro ci sono degli aspetti che riguardano la malattia delle persone e sui quali questo farmaco, o comunque questi composti fanno bene, son tutti casi dell’epilessia, tutti casi che riguardano la sclerosi multipla e ci sono i casi che tutti conoscete e avete citato. PErché non si deve fare una sperimentazione che ci consenta di garantirci ancora di più dal punto di vista scientifico e che ci apre delle strade dal punto di vista medico e farmacologico? Di questo Consiglio prenderei questo, una legge che, ripeto, semplifica la vita e accorcia i tempi a delle persone malate per poter risolvere in qualche modo migliorarla, un loro problema, ma prenderei però anche il secondo aspetto, lavoriamo da ora tutti insieme attraverso la Commissione, se si vuol fare in altre sedi il Pd è disposto, per vedere se si apre un discorso un po’ più di spinta. Credo questa non sia una legge manifesto perché fa una cosa concreta. Ma, vivaddio, se anche dalla Toscana si riesce a far vedere che si dà una spinta in quella direzione ben venga. Credo che la politica debba ritrovare anche, senza andare nelle pazzie, non siamo a buttare il cappello per l’aria ma a fare una cosa seria che ha tutti i contenuti alle spalle, possa provare a darlo anche verso il resto del paese.

Leggi il Testo della Legge


Feb 24




Gen 27
A Siena la seduta solenne del Consiglio Regionale a celebrazione della Giornata della Memoria.
1.821 toscani furono deportati: sarebbe buona cosa provare a fare un progetto con le scuole dove 1.821 ragazzi toscani studiano ognuno la vicenda di un deportato e fare in modo che siano poi loro gli attori principali di queste celebrazioni.

A Siena la seduta solenne del Consiglio Regionale a celebrazione della Giornata della Memoria.
1.821 toscani furono deportati: sarebbe buona cosa provare a fare un progetto con le scuole dove 1.821 ragazzi toscani studiano ognuno la vicenda di un deportato e fare in modo che siano poi loro gli attori principali di queste celebrazioni.


Mar 17
wolfmank:


Amazing, Japan is already repairing infrastructure.   Proof of what a well organized peaceful society can get done.  
This would never happen here, not in just 4 days.  
via @chumprock
via i.imgur.com

wolfmank:

Amazing, Japan is already repairing infrastructure.   Proof of what a well organized peaceful society can get done.  

This would never happen here, not in just 4 days.  

via @chumprock

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(via rispostesenzadomanda)


Feb 19

La magistrale lezione di Benigni a Sanremo sull’Italia e sul 150° dell’Unità


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